Il complesso museale di San Francesco a Montefalco

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Il ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli su San Francesco nella chiesa omonima di Montefalco nasconde una curiosità legata al vino Sagrantino.

Siamo a Montefalco, meraviglioso borgo a quasi 500 metri di altitudine nel cuore della valle Spoletana, conosciuto come la “Ringhiera dell’Umbria per lo strepitoso panorama che abbraccia le numerose località circostanti. Questa piccola cittadina deve il suo nome al gran numero di falchi che, in tempi passati, erano presenti nell’area.  Fu proprio per tale motivo che nel XIII secolo, l’imperatore Federico II di Svevia, grandissimo appassionato di falconeria, durante una visita, decise di cambiare il nome della località da Coccorone (Cors Coronae) a quello attuale.

Il paese, inserito tra i borghi più belli d’Italia, è conosciuto al mondo per il Sagrantino, vitigno a bacca nera italiano autoctono dell’Umbria, che produce il pregiato vino Docg di colore viola/nero, una delle varietà più tanniche esistenti in natura, molto rinomato per la sua grande intensità e capacità di invecchiamento.

😎  LA CHIESAMUSEO DI SAN FRANCESCO

Ma Montefalco è legata profondamente anche a San Francesco e chi ha la fortuna di camminare nei vicoli di questo splendido gioiello medievale, non può perdersi una visita alla Chiesa Museo dedicata al Santo, un edificio antichissimo costruito tra il 1335-38 dai frati francescani. Al suo interno nella zona absidale, nel 1452 il rinomato pittore toscano Benozzo Gozzoli dipinse le “Storie della Vita di San Francesco“, una straordinaria testimonianza che non può non ricordarci il ciclo giottesco presente nella basilica superiore d’Assisi.

😯 GLI AFFRESCHI DI BENOZZO GOZZOLI E IL SAGRANTINO

Tra gli episodi più significativi ritratti, quello in cui San Francesco benedice proprio la città di Montefalco, con una splendida rappresentazione della città e della realtà rurale che la caratterizzava con uno sfondo che  ricalca l’importanza della coltivazione della vite (si notino i numerosi filari, ben visibili sulla valle ai piedi del monte Subasio).

Pare che la coltivazione dell’uva Sagrantino sia profondamente legata al Francescanesimo. Le origini del vitigno sono ancora dibattute, ma una teoria accreditata lo considera originario della Grecia e importato in Italia da monaci bizantini; sicuramente i primi a praticare la viticoltura in questa zona furono i Romani e lo stesso Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia, cita un’uva particolarmente pregiata, chiamata Itriola, che veniva prodotta nei territori di Bevagna e nel Piceno (la passione dei Romani per il vino umbro è documentata anche dai mosaici della villa romana di Spello).

Ma c’è anche chi sostiene che il Sagrantino provenga dall’Asia Minore, e che siano stati proprio i Francescani a portarlo in Italia. Come nel 1452, quando, proprio ai piedi di Montefalco, si tenne il Capitolo Generale del Terzo Ordine francescano e dove si era formata una comunità fondata da Angelo Clareno (detta dei “fraticelli di povera vita). Arrivarono in questo territorio frati francescani e monaci praticamente da ogni parte del mondo allora conosciuto, quindi è probabile che questo vitigno arrivasse attraverso loro. O forse ancora, per l’operato del monastero di San Leonardo, dove in epoca remota c’era anche un ospedale molto conosciuto e abbastanza efficiente e quindi un punto di attrazione di una moltitudine di pellegrini che andavano per via portando con se semi, bastoni, piccole piante e, certamente, anche barbatelle, cioè ceppi di vite con radici (barba).

Il pregiato vino di Montefalco fa la sua apparizione anche nel ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli nella chiesa di San Francesco. Nel secondo registro viene raffigurata la scena della morte del Cavaliere di Celano, episodio narrato nelle biografie francescane. L’affresco è suddiviso in due parti: la parte sinistra si riferisce al pranzo durante il quale Francesco, trovandosi nel palazzo del conte Orlando, nel piccolo paese di Celano (Abruzzo), profetizza al nobile la sua morte imminente, mentre la parte destra descrive la confessione e, in secondo piano, il trapasso del cavaliere circondato dall’affetto dei familiari (la profezia miracolosa del Santo scongiura così la malamorte, cioè la fine improvvisa, temutissima nel medioevo perché non lasciava il tempo di pentirsi dei propri peccati per evitare le pene dell’inferno). Nella raffigurazione del banchetto con S. Francesco e il Cavaliere è rappresentata una tavola imbandita, mirabile dettaglio realistico che è stato ispirato dalla stessa scena dipinta da Giotto da Bondone nella chiesa superiore di San Francesco ad Assisi, che vi pone, oltre ai bicchieri e alla posateria, del pane, un tagliere con una trota arrostita e due boccali ripieni.

Interessante notare che a differenza del corrispondente affresco giottesco, Benozzo Gozzoli preferisce qui, a Montefalco, ritrarre specialità della cucina umbra (si riconosce bene una deliziosa crostata) e due eleganti bottiglie di vetro, una d’acqua e una di vino rosso che potrebbe essere interpretato come riferimento preciso alla produzione di Sagrantino di Montefalco.

😯 CURIOSITÀ: SULL’ORIGINE DEL NOME SAGRANTINO

Rimane l’incertezza sull’origine del nome. Un’interpretazione che appare forse semplicistica lo fa derivare dall’uso di questo vino dolce passito, come era il Sagrantino tradizionale, durante la messa da cui vino sacro o sacrantino.
La menzione per ora più antica sulla coltivazione dell’uva “Sagrantina” a Montefalco risale al 1549 ed è documentata da una ordinazione di mosto di Sagrantino da parte dell’ebreo Guglielmo, mercante di Trevi, e di sua moglie Stella; in un successivo contratto di mezzadria del 1575 si fa riferimento a “quattro pergole di Sagrantino” esistenti nei terreni ceduti.

😉 INFORMAZIONI UTILI 

Gli orari di apertura del Complesso Museale di San Francesco di Montefalco sono i seguenti:

gennaio, febbraio, marzo
CHIUSURA: lunedì, martedì, 01 gennaio

APERTURA: dal mercoledì alla domenica
ORARIO: 10:30 – 13:00 / 14:30 – 17:00
aprile, maggio, settembre
APERTURA: tutti i giorni della settimana

ORARIO: 10:30 – 18:00
giugno, luglio, agosto 
APERTURA: tutti i giorni della settimana
ORARIO: 10:30 – 19:00
ottobre
APERTURA: tutti i giorni della settimana
ORARIO: 10:30 – 18:00
novembre e dicembre
CHIUSURA: lunedì e martedì, 25 dicembre
APERTURA: dal mercoledì alla domenica
ORARIO: 10:30 – 13:00 / 14:30 – 17:00

Per info su prenotazioni e visite guidate CLICCA QUI.

Se desideri un’enoteca dove assaggiare il famoso Sagrantino e le specialità enogastromiche più pregiate della zona CLICCA QUI.

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