Il tracciato da Scheggia a Pascelupo

Un percorso tra i monti ai confini con le Marche fra abbazie, eremi, borghi ben conservati e panorami mozzafiato.

Il comune di Scheggia-Pascelupo, immerso nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, occupa una vasta zona del parco del Monte Cucco, sviluppandosi a nord di esso nella parte più impervia e selvaggia. Boschi, pareti rocciose, forre, sorgenti di acqua limpida sono frequenti. La zona, oltre a una notevole varietà di piante come il faggio, il leccio, la roverella, ospita anche specie animali rischio di estinzione, come il lupo appenninico, l’aquila reale e la lontra. Nei pressi si trovano il monte Catria (1701 m), il monte Cucco (1566 m), il monte Motette (1331 m), il monte Le Gronde (1373 m), la forra di Rio Freddo e la Valle delle Prigioni.

Siamo partiti da Scheggia e approfittando di una bellissima iniziativa della Proloco e del Punto Informazioni Turistiche della città, denominata “Notte sotto le stelle”, ci siamo accampati in piacevole compagnia per un giorno, nell’area verde della chiesa della frazione di Campitello. Ripartendo la mattina seguente abbiamo ripreso la strada statale detta Arceviese (dal comune di Arcevia in provincia di Ancona) e abbiamo attraversato la bellissima Gola del Corno dove scorre il torrente Sentino, tra il massiccio del Catria e quello del Cucco. La strada restringe sensibilmente ed è contrassegnata da un cartello segnaletico dell’Ente Parco. La zona è molto frequentata dagli amanti di arrampicata sportiva proprio per le pareti a spiovente che caratterizzano la gola.

Superato il tratto, ecco che si arriva ad Isola Fossara, paesino totalmente dominato dal monte Catria. Il toponimo “isola” deriva dal latino medievale e va inteso come “luogo isolato”. Nelle vicinanze si trova l’abbazia di Santa Maria di Sitria, fondata da san Romualdo che vi visse per sette anni. L’eremo fu costruito nel 1014 mentre tra il 1018 e il 1021 il santo vi fondò il monastero.

😯 L’ABBAZIA DI SANT’EMILIANO IN CONGIUNTOLI

Preso lo svincolo per Perticano siamo giunti ad un’altra abbazia molto bella, quella di Sant’Emiliano, una delle più antiche abbazie dell’Umbria. Opera dei Benedettini, spunta maestosa ed inaspettata, dedicata al martire Emiliano perché fu eretta agli inizi del XI secolo per custodire le sue spoglie. Sorge alla confluenza di due fiumi, il Sentino e il Rio Freddo e per questo motivo viene denominata “in Congiuntoli“. La chiesa presente è una splendida e solenne costruzione dalle forme romanico gotiche del XIII° secolo, di accertata committenza templare. Dal XVII secolo l’abbazia non è più abitata da nessuna comunità monastica, l’ultima delle quali fu cistercense.

Ripreso il tracciato, dopo pochi chilometri il paesaggio diventa alpino e si giunge al piccolo e grazioso borgo di Perticano, molto curato, con un’interessante chiesetta dedicata ai caduti e un bellissimo laghetto per la pesca sportiva, dove è possibile anche ristorarsi per la presenza di un bar pizzeria.  Il paese sembra prendere il nome da un guerriero di nome Gano che in epoca romana vi morì in battaglia. Da qui il nome Perticano, ossia “ivi perì Gano“.

😯 PASCELUPO

Per completare il tour non resta che godere della bellezza dei borghi medievali di Pascelupo e Coldipeccio e farsi rapire dal silenzio e dalla vista spettacolare della vallata. Interessante l’origine del nome del primo villaggio, antico baluardo difensivo, denominato nel tardo medioevo Castrum (trad. castello, luogo fortificato) Pascelupi, che dovrebbe significare “passo del lupo”, o “passo da lupo”, in altre parole “passo così stretto e tanto disagevole da essere adatto solo all’attraversamento da parte di un lupo“, o ancora “passo di Lupo” , cioè di proprietà di un uomo di nome “Lupo” (Lupo e Lupone erano nomi personali discretamente frequenti nell’Età di Mezzo).

Da Pascelupo, è ben visibile l’eremo di San Girolamo: costruito intorno all’anno mille alla base di una parete rocciosa alta più di cento metri, sorge in una posizione estremamente solitaria, ma di grande fascino ambientale e dall’intensa misticità. E’ ancora abitato da eremiti camaldolesi di Monte Corona che, secondo la costituzione del loro ordine, rifuggono la presenza di persone e pertanto è difficile una visita ai suoi interni.

😎 RINGRAZIAMENTI E INFORMAZIONI UTILI

Si ringrazia ancora per l’ospitalità e l’estrema cortesia Fabiola e Camilla del Punto Informazioni Turistiche ScheggiaPascelupo (qui il profilo Facebook dove potete rimanere aggiornati sugli eventi). Per la gentilezza e per le informazioni ricevute, il vice-sindaco e assessore alla cultura del comune di Scheggia-Pascelupo, Mariella Facchini.

Per info aggiuntive su orari e luoghi da visitare si rimanda all’infopoint del comune di Scheggia-Pascelupo qui: http://www.scheggiaepascelupo.info/

L’immagine in copertina è presa liberamente dal gruppo facebook QUELLI DI COLDIPECCIO E PASCELUPO, nato “per tutti quelli che pensano che questo posto non è solo un paesino sperduto nel cuore dell’appennino ma un luogo splendido dove si possono passare dei momenti indimenticabili e trovare o rivedere amici e persone care…inverno ed estate, sotto la neve o al sole in piazza…!!

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