Il canto del Miserere di Gubbio

Ascoltare dal vivo e in notturna il Miserere di Gubbio è un’emozione unica che fa ripiombare indietro ai tempi del Medioevo.       

Gubbio, città umbra medievale per eccellenza, riserva sempre emozioni. Non solo la Festa dei Ceri a Maggio e il Festival del Medioevo a Settembre, ma le celebrazioni del triduo Pasquale, tra  cui la splendida esecuzione del Miserere durante la Sacra rievocazione del Cristo morto nella notte del Venerdì Santo.  Canto di pentimento medievale in latino, il Miserere è nato dal 1200 e 1250 nei tempi delle confraternite;  un grande lavoro di recupero è stato fatto dalla Confraternita della Chiesa di santa Croce della Foce, il cui obiettivo è stato quelli di proporre un canto capace di ricongiungersi alla tradizione storica  per permettere al popolo di lasciarsi trasportare dalla nenia e coinvolgere dall’andamento della musica, perfettamente calato nell’atmosfera che si respira, tra buio, fiaccole e statue in movimento.  Le sensazioni stimolate dalla melodia sono ancora più importanti per la comprensione testuale del canto. 

 😎 LE ORIGINI DEL MISERERE

Non esiste una partitura originale del Miserere che viene tramandato da sempre oralmente; ad un primo ascolto sembra una sorta di lamento, una cantilena ripetitiva, ma immerso nello splendido scenario dei vicoli di Gubbio e cantato in processione notturna assume i toni di una struggente ed armonica litania; attualmente vengono cantate solo le strofe dispari; in tre delle dieci strofe sono presenti momenti “solistici“. La struttura musicale odierna del canto fa pensare ad una composizione di primo ottocento.

Una fiaccolata nei maggiori monumenti cittadini aumenta la suggestiva scenografia, veramente toccante. La superba manifestazione di fede e folklore è totalmente partecipata dal popolo eugubino e, come tutte le altre, da tanti turisti, soprattutto stranieri.

😯 CURIOSITA’

Il testo del Miserere  riprende il MISERERE MEI DEUS (trad: abbi pietà di me o Dio),  uno dei sette salmi penitenziali della liturgia cattolica, contrassegnato col numero 50 secondo la Vulgata, (col 51 secondo la versione ebraica). Sarebbe stato eseguito per primo da Davide, re d’Israele, attorno all’anno 1.000 a.C.: il sovrano, dopo l’incontro con il profeta Natan, che gli rimproverava il duplice peccato dell’adulterio con Betsabea e dell’uccisione del marito di lei, Uria, invoca la misericordia di Dio e ne canta le lodi, sicuro, in fede, del Suo perdono. L’espressione “Miserere di me” viene citata anche da Dante Alighieri a Virgilio nella Divina Commedia, quando intravede l’ombra della sua guida per la prima volta.

Quando vidi costui nel gran diserto,
«Miserere di me,» gridai a lui,
«qual che tu sii, od ombra od omo certo!»
Commedia, Inferno, Canto I, 64-66

Recitato come un canto polivocale paraliturgico, è eseguito  a Gubbio da due cori maschili a due voci, composto da bassi e tenori; ogni gruppo di cantori è guidato da un proprio direttore. I due cori, denominati “Coro del Signore” e “Coro della Madonna” in Processione seguono rispettivamente i due simulacri. Al termine della Processione i due cori recitano, alternandosi, le dieci strofe del Miserere: tale esecuzione è comunemente chiamata “battifondo” ed allude ad un senso di sfida tra i due cori ma non è altro che un atteggiamento di profonda devozione spirituali che accompagna tutta la durata dell’evento. Per gli amanti del latino ecco la trascrizione del testo (con la traduzione in italiano) e un video di un’edizione passata con l’esecuzione dell’intero canto.

IL TESTO DEL MISERERE
(In neretto la parte attualmente cantata di 10 strofe)

Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam.
Et secundum multitudinem miserationum tuarum, dele iniquitatem meam.

Amplius lava me ab iniquitate mea et a peccato meo munda me.
Quoniam iniquitatem meam ego cognosco: et peccatum meum contra me est semper.

Tibi soli peccavi, et malum coram te fecit ut iustificeris in sermonibus tuis, et vincas cum judicaris.
Ecce enim, in iniquitatibus concepus sum: et in peccatis concepit me mater mea.
Ecce enim, veritatem dilexisti incerta et occulta sapientiæ tuæ manifestasti mihi.
Asperges me hyssopo et mundabor: lavabis me, et super nivem dealbabor.
Auditui meo dabis gaudium et lætitiam et exultabunt ossa humiliata.
A verte faciem tuam a peccats meis; et omnes iniquitates meas dele.
Cor mundum crea in me, Deus et spiritum rectum innova in visceribus meis.
Ne proicias me a facie tua: et spiritum sancutm tuum ne auferas a me.
Redde mihi lætitiam salutaris tui et spiritu principali confirma me.
Docebo iniquos vias tuas; et impii ad te convertentur.

Libera me de sanguinibus, Deus, Deus salutis meæ et exultabit lingua mea justitiam tuam.
Domine labia mea aperies: et os meum annunziabit laudem tuam.

Quoniam si voluisses sacrificium, dedissem utique olocaustis non delectaberis.
Sacrificium Deo spiritus contribulatus; cor contritum, et humiliatum, Deus, non despicies.

Benigne fac, Domine, in bona voluntate tua Sion ut edificentur muri Jerusalem.
Tunc acceptabis sacrificium justitiae, ablationes, et holocausta; tunc imponent super altare tuum vitulos.

TRADUZIONE IN ITALIANO

Abbi pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia
Nella tua grande bontà cancella il mio peccato
Lavami di tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto;
perciò sei giusto quando parli, retto nel tuo giudizio.
Ecco, nella colpa sono stato generato, nel peccato mi ha concepito mia madre.

Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell’intimo m’insegni la sapienza.
Purificami con issopo e sarò mondo; lavami e sarò più bianco della neve.

Fammi sentire gioia e letizia, esulteranno le ossa che hai spezzato.
Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe.

Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo.
Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioria di essere salvato, sostieni in me un animo generoso.
Insegna agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno.
Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza, la mia lingua esalta la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode.
Poichè non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti.
Uno spirito contrito sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.
Nel tuo amore fa grazia a Sion, rialza le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici prescritti, l’olocausto e l’intera oblazione, allora immoleranno vittime sopra il tuo altare.

Un’esecuzione del Miserere di Gubbio – Si ringrazia Stefano Bazzucchi per il video.

😎 INFORMAZIONI UTILI

Sul programma della settimana Santa di Gubbio:

Venerabile Confraternita di Santa Croce della Foce
Via Stradicciola Santa Croce, 8 06024 – GUBBIO (PG) – ITALIA
www.santacrocegubbio.itconfraternitasantacroce@virgilio.it

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