Giro dei Condotti, splendore di Spoleto

Appena fuori dalla città di Spoleto, si diparte un lungo sentiero pressoché pianeggiante dai panorami mozzafiato, detto “giro dei Condotti“. 

Il percorso è comodo, “passegginabile”, adatto a tutti e così chiamato perché in quella zona vi sono numerose condutture di raccolta dell’acqua piovana a fini civili. È usato normalmente per camminate, jogging, footing, percorso salute attrezzato, passeggiate con cani o in bici.
Siamo partiti dal Fortilizio dei Mulini, posto proprio al termine del Ponte delle Torri (ancora inagibile) parcheggiando la macchina sul piccolo slargo della provinciale per Monteluco. Il giro è bellissimo e perfetto nelle giornate di sole e al tramonto.

 😎  IL PERCORSO

La suggestiva passeggiata è lunga circa tre chilometri e costeggia le ripide pendici del Monteluco, fronteggiando il colle S. Elia e la Rocca Albornoziana, magnifica fortezza che sovrasta la città di Spoleto, lasciando scoprire uno tra i più bei panorami sulla città, tra eriche, ginepri, elci, bosso, timo, felci, rovi, lentischi, corbezzoli, ciclamini e rose selvatiche. Proprio nel punto più caratteristico sgorgava una sorgente freschissima, ora scomparsa, dalle prodigiose proprietà taumaturgiche contro la sterilità femminile, la Fontanella dei Nove mesi.

😎  MIRANDO LA VALLE SPOLETANA

Memorabili e unici gli scorci che permettono di apprezzare lo splendore della Rocca e del Ponte delle Torri, splendida struttura che poggia su nove possenti arcate, derivata da un acquedotto romano, alta ben 80 metri e con una lunghezza di 230 metri. Osservando la valle nelle giornate più limpide, si può godere di una vista eccezionale con i borghi di Trevi, Spello, Assisi, Perugia, il monte SubasioMontefalco, che fecero esclamare a San FrancescoNihil jucundius vidi valle mea spoletana” (trad: «Non vidi mai nulla di più giocondo della mia valle di Spoleto»), parole che si trovano ancora incise sul marmo del belvedere a Monteluco. Proseguendo lungo il percorso si incontra l’ex Monastero di S. Maria inter Angelos, (localmente detto “delle Palazze”), recentemente ristrutturato e adibito a struttura ricettiva, con edifici duecenteschi già abitati da monache clarisse

😉 SCENDENDO A VALLE

L’ultimo tratto del giro, in discesa, arriva in città all’altezza del quartiere della Ponzianina.  Proseguendo dritti, lungo l’alberata via Cacciatori delle Alpi, si arriva a piazza Garibaldi e dopo poche decine di metri, si arriva al Monastero e alla Chiesa di S. Ponziano, che merita sicuramente una visita soprattutto per la sua cripta affrescata. Il complesso monastico è oggi abitato dalle Canonichesse regolari Lateranensi di Sant’AgostinoDalla Ponzianina si supera il ponte sul torrente Tessino e, subito prima delle mura medievali, si trova il percorso di scale mobili con cui è possibile risalire velocemente e comodamente nella parte alta della città,  fino alla Rocca Albornoziana e al ponte delle Torri.

😯 CURIOSITÀ: 

Questi luoghi, nel nel corso dei secoli, hanno sempre affascinato viaggiatori ed importanti personaggi storici. Sublime testimonianza è quella di Johann Wolfgang von Goethe, che frequentò Spoleto nel XIX secolo:

“Sono salito a Spoleto e sono anche stato sull’acquedotto, che nel tempo stesso è ponte fra una montagna e l’altra. Le dieci arcate che sovrastano a tutta la valle, costruite di mattoni, resistono sicure attraverso i secoli, mentre l’acqua scorre perenne da un capo all’altro di Spoleto. È questa la terza opera degli antichi che ho innanzi a me e di cui osservo la stessa impronta, sempre grandiosa. L’arte architettonica degli antichi è veramente una seconda natura, che opera conforme agli usi e agli scopi civili. (..).  E adesso soltanto sento con quanta ragione ho sempre trovato detestabili le costruzioni fatte a capriccio (…). Cose tutte nate morte, perché ciò che veramente non ha in sé una ragione di esistere, non ha vita, e non può essere grande, né diventare grande.”
(Viaggio in Italia, 27 Ottobre 1816)

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