Da S. Anatolia di Narco a Castel S. Felice

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Da Sant’Anatolia di Narco a Castel San Felice, un indimenticabile itinerario di 2 Km tra le bellezze della Valnerina.

Siamo nella zona ovest della Valnerina, una splendida valle attraversata dal fiume Nera, da cui prende nome, caratteristica per le sue montagne ricoperte da una fitta vegetazione e per i suoi borghi medievali, situati spesso su speroni di roccia, che regalano panorami spettacolari. Oggi proponiamo il breve e bellissimo tracciato che collega i due castelli di Sant’Anatolia di Narco e Castel San Felice, attraversando, con un pittoresco ponticello, il fiume Nera che li separa.

😀 SANT’ANATOLIA DI NARCO

Sant’Anatolia di Narco è un delizioso borgo prevalentemente medievale, cinto da mura trecentesche, dominate da due torrioni del quattrocento; il castello del XIII secolo ne rappresenta il cuore. Da vedere è la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, un tempo edicola campestre, che vanta affreschi attribuibili al Maestro di Eggi e a Piermatteo Gigli e cela al suo interno un grande crocefisso ligneo del XVI secolo. 

Imperdibile è il Museo della Canapa, un museo etnografico su più livelli, dove si possono ripercorrere le varie fasi della tradizionale lavorazione della canapa, con macchinari antichi ritrovati o donati della zona della Valnerina. Il museo ospita anche una ragguardevole collezione di lavori e un vero e proprio laboratorio, dove si può partecipare a lezioni di tessitura, utilizzando i telai e riscoprendo il piacere di realizzare un prodotto con le proprie mani. 

💡 CASTEL SAN FELICE

Superando una terrazza dal quale si può ammirare un bellissimo panorama su tutta la valle, si esce da Sant’Anatolia di Narco e si percorre un tracciato sterrato piuttosto pianeggiante, per giungere in poco tempo al delizioso borgo di Castel San Felice posto sopra un colle e dominato dal massiccio del monte Coscerno (mt. 1685).

Già dal ponticello di attraversamento del fiume Nera, è possibile ammirare il complesso abbaziale benedettino del XII secolo, dedicato ai Santi Felice e Mauro, due eremiti provenienti dalla Siria, che evangelizzarono nel V secolo quest’area dell’Umbria. Tutta  la zona da Arrone a Cascia, passando per Terna, S. Valentino, Grotti, Meggiano e Biselli fu più in generale oggetto di emigrazione da parte di circa trecento monaci siriani, che ispirarono Benedetto da Norcia, primo istitutore dell’ordine monastico nel mondo occidentale.

La chiesa è uno dei più begli esempi di architettura romanica in Umbria, con la facciata caratterizzata da un grande rosone situato sopra un fascione scolpito con le storie dei santi.

La leggenda narra che, nel V secolo, il giovinetto Felice, il padre Mauro e la nutrice edificarono un eremo in prossimità del fiume Nera e la gente del posto li pregò di liberarli da un pestifero dragone, che con il suo alito ammorbava l’aria e non li faceva più vivere nella valle. Felice, presa una lancia, andò presso la grotta dove viveva il drago, lo uccise e ne gettò il corpo nel fiume purificandolo, poi piantò la lancia in terra che subito germogliò a segno della bonifica per gli abitanti della zona. Egli in seguito operò anche altri miracoli, come la resurrezione di un figlio unico di una madre vedova, il quale, insieme con l’altro dell’uccisione del drago, è raffigurato in un bassorilievo della facciata della chiesa.”

La morte del drago è molto probabilmente una metafora della sconfitta del paganesimo o della bonifica della palude che rendeva malsana e mefitica la valle.

L’interno della chiesa è semplice è ad una sola stretta ed alta navata, con pavimento in pietra e presbiterio rialzato sopra la splendida cripta sottostante, dove si conserva il sarcofago in pietra rossa, contenente le spoglie dei due santi fondatori e della nutrice.  Oggi l’intero complesso è stato oggetto di un accurato restauro che ha ripristinato tutti gli ambienti monastici, il cortile, la sorgente miracolosa e la prima grotta eremitica, il tutto destinato a centro di accoglienza e ristorazione. 

Poco distante dall’abbazia, è presente un’azienda agricola dedita soprattutto alla produzione di mele e zafferano, la cui coltivazione e commercio costituirono per secoli in Umbria un’attività economica di primaria importanza.

😎 INFORMAZIONI UTILI

Per info e prenotazioni per il Museo della Canapa CLICCARE QUI.

A Castel San Felice è presente una Ciclo-Stazione dove è possibile il noleggio di bici normali ed elettriche ed escursioni guidate con officina primo intervento, ricarica ebike, spogliatoio, docce e servizio di trasporto. La stazione, si trova al centro due importanti ciclovie: la Ex Ferrovia Spoleto-Norcia e la Green way del Nera.

Si ringraziano la direttrice del museo della canapa, Glenda Giampaoli  e la guida ambientale escursionistica Stefano Rotondi (pagina facebook: Camminando tra il sole e la Terra). 

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