Il tugurio di Francesco: dove tutto iniziò

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All’interno della chiesa di Rivotorto di Assisi è conservato il Sacro Tugurio, la prima dimora di San Francesco e i suoi compagni.

Rivotorto è un piccolo paese, a 2,5 Km da Assisi, cresciuto intorno al Santuario che custodisce i miseri resti di quel “tugurio” dove san Francesco e i suoi compagni trovarono un primo stabile riparo, tanto che da alcuni viene ricordato come “la culla della Fraternità francescana”.  Il nome deriva dal rivo, un ruscello tutt’altro che lineare (torto, storto) che scorre in prossimità del Santuario omonimo. La scelta di questo luogo non fu casuale: oltre al torrente, vicino si trovava un Lebbrosario dove i primi frati potevano svolgere il loro servizio di assistenza ai malati. Questi luoghi sono dunque testimoni di momenti importanti del “percorso spirituale” di Francesco: il primo gruppo della comunità, il servizio ai lebbrosi, la stesura della Prima Regola o “forma di vita” che venne presentata al pontefice Innocenzo III. Soltanto verso il 1210-1211 questo luogo fu abbandonato per la chiesetta della Porziuncola, avuta in dono dai Benedettini del monte Subasio.

 😎  IL SANTUARIO DI RIVOTORTO

L’elegante santuario di Rivotorto è un edificio in stile neogotico risalente al 1854, ricostruito a protezione del “Sacro Tugurio” per volontà di Papa Sisto IV. Infatti l’originale chiesa fu distrutta da un grave sisma del 1832  insieme al convento. Sopra il portale principale le parole “hic primordia Fratrum Minorum” ricordano la tradizione secondo la quale il primo gruppo di frati avrebbe dimorato qui. All’interno, diviso in tre navate, decorano le pareti della chiesa dodici tele del XVII sec. di Cesare Sermei con episodi della vita di Francesco. Il Santuario è stato inserito dall’UNESCO nell’anno 2000 fra i monumenti “Patrimonio mondiale dell’Umanità”.

😎  IL SACRO TUGURIO

Il sacro tugurio all’interno del Santuario è composto da due piccoli ambienti dal basso soffitto. Originariamente si trattava di una piccola casupola, un capanno con un tetto di frasche, usato come riparo dai contadini del luogo, spoglio di ogni suppellettile, tanto che per riposare i fratelli si sdraiavano in terra, con una pietra come cuscino, per vivere il Vangelo in assoluta e rigorosa povertàNumerosi i testi delle Fonti francescane che ci tramandano tale straordinaria avventura. Una fonte autorevole è di certo la Vita Prima di Tommaso da Celano (1228) che ci descrive le difficoltà provate dai frati durante la permanenza (si riporta l’originale testo latino per i curiosi che vogliono cimentarsi nella lettura, con la traduzione sottostante):

“Recolligebat se beatus Franciscus cum caeteris, iuxta civitatem Assisii, in loco qui dicitur Rigus Tortus. Quo in loco tugurium quoddam relictum erat, sub cuius umbra vivebant magnarum et pulchrarum domuum strenuissimi contemptores, et tuebantur se ibidem a turbinibus pluviarum. ‘Nam, ut ait sanctus, citius de tugurio quam de palatio in caelum ascenditur’.  [..] Locus ille tam angustissimus erat, ut in eo sedere aut quiescere vix valerent. [..] Dabat semper sanctae simplicitati operam, nec sinebat locum angustum cordis latitudinem  impedire.  Scribebat propterea nomina fratrum per tigna domicilii, ut unusquisque orare volens aut quiescere, recognosceret locum suum, et ne angusta loci modicitas mentis silentium perturbaret”. TOMMASO DA CELANO, VITA BEATI FRANCISCI (XVI, 42)

TRADUZIONE:
“Il beato Francesco era solito raccogliersi con i suoi compagni in un luogo presso Assisi, detto Rivo Torto. Qui, riparandosi dalle piogge in un tugurio abbandonato, vivevano quegli intrepidi spregiatori delle grandi e belle dimore.  Infatti, come dice un santo, si sale più rapidamente al cielo da un tugurio che da un palazzo. [..] Quel luogo era tanto angusto che a fatica vi potevano trovare posto per sedere o per riposare. [..] (Francesco) curava sempre la santa semplicità e non consentiva che l’angustia del luogo impedisse di dilatare il cuore. Scriveva perciò i nomi dei frati sulle travi della capanna perché ciascuno, quando voleva pregare o riposare, riconoscesse il suo posto senza che la strettezza del luogo turbasse il raccoglimento dell’animo.”

😯 CURIOSITÀ: IL MIRACOLO DEL CARRO DI FUOCO

Nella Legenda Maior, la biografia ufficiale di san Francesco d’Assisi, scritta tra il 1260 ed il 1263 da san Bonaventura da Bagnoregio, oltre a citare il Sacro Tugurio, si narra di una miracolosa visione (IV,3) avvenuta nel cuore della notte da alcuni frati che risiedevano a Rivotorto, mentre Francesco dimorava ad Assisi.

Traduzione dal latino: “Nel tempo in cui i frati si fermarono in quel luogo, il santo entrò un sabato nella città di Assisi per predicare nella mattinata della domenica come era solito fare nella cattedrale. Mentre l’uomo devoto a Dio, come al solito, passava la notte a pregare in un tugurio situato (ad Assisi) nell’orto dei canonici, fisicamente lontano ai suoi figli, ecco che intorno alla mezzanotte, nel momento in cui alcuni frati dormivano e altri continuavano a pregare, un CARRO DI FUOCO di mirabile splendore sormontato da un globo luminoso simile al sole, illuminò la notte e, entrato per la porta della loro abitazione, per tre volte percorse in lungo e in largo l’ambiente. [..] Il Signore mostrava loro il padre santo assente con il corpo ma presente con lo spirito, trasfigurato in quell’immagine, irradiato da bagliori sovrumani e infiammato da ardori celesti per intervento divino, sopra quel carro splendente ed allo stesso tempo infuocato.”

La scena della visione fu dipinta mirabilmente da Giotto nel ciclo di affreschi della basilica superiore di San Francesco di Assisi, tra il 1295 e il 1299. Ma anche sulla facciata della chiesa di Rivotorto è possibile ammirare la raffigurazione del miracolo, in un mosaico del 1955 presente nella nicchia proprio sotto il timpano. 

😉 INFORMAZIONI UTILI 

La visita al Santuario è gratuita e possibile ogni giorno dalle 6:45 alle 12:15 e dalle 14:30 alle 19:00.
(Domenica e giorni festivi dalle 7:30 alle 12:15) e dalle 14:30 alle 19:15.

Nei pressi della chiesa è presente anche un cimitero di guerra inglese, dove riposano le salme di 949 soldati deceduti durante la seconda guerra mondiale.  Davanti all’entrata un grosso monumento a forma di croce è posto a ricordo dei Caduti.

Per chi desidera soggiornare o mangiare si consiglia una graziosa country house posta proprio davanti alla basilica (CLICCA QUI PER VISITARE IL SITO).

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