Il Terzo Paradiso ad Assisi

In un contesto suggestivo, immersi nel Bosco di San Francesco, scopriamo quest’opera moderna dell’artista Michelangelo Pistoletto.

Siamo nel Bosco di San Francesco, presso Assisi, un bellissimo parco gestito dal Fondo Ambiente Italiano e così nominato sin dal 1229 (a due anni dalla morte del santo), quando un ricco mercante cittadino, tale Simone da Pucciarello, donò l’area boscata alla chiesa in prossimità dei luoghi dove si stavano costruendo la Basilica di San Francesco e il Sacro Convento. Questa collina era popolarmente nota come “Colle D’Inferno”, perché era il luogo in cui comunemente venivano giustiziati i criminali. Quando la costruzione fu terminata, alla collina fu dato un nome più rassicurante: “Colle del Paradiso”. Anche se non documentata, la presenza di Francesco in questi luoghi è perlomeno probabile vista la vicinanza con Assisi, ma in realtà il nome viene appunto dalla vicinanza con la Basilica. Entrare nel bosco è possibile sia dall’ingresso presente nel muraglione nord dell’area antistante la Basilica superiore di San Francesco (e percorrendo il sentiero in discesa), sia direttamente da fondovalle, presso il Complesso benedettino di Santa Croce, parcheggiando comodamente la macchina in un’area dedicata.

 😎  IL COMPLESSO  DI SANTA CROCE

L’area di Santa Croce tra il XIII e il XIV secolo passò dalla gestione dei frati a quello delle monache benedettine, che vi ricavarono un convento (ora sede del punto informativo FAI). Il complesso comprende la chiesa romanica di Santa Croce, un mulino attivo fino ai primi del ‘900 (che ora ospita una trattoria dove ristorarsi), i resti di un ospedale attivo già nel 1250 (Hospitalis Pontis Gallorum, Trad: Ospedale del Ponte dei Galli), dove i pellegrini e i malati in passato potevano godere di ristoro e assistenza medica. Infine poco più avanti c’è un’antica torre trecentesca eretta a difesa di un opificio.

😎  IL TERZO PARADISO

Salendo sulla sua cima, ecco la sorpresa: la possibilità di ammirare appieno il “Terzo Paradiso”, la straordinaria opera di Land Art del maestro Michelangelo Pistoletto: 121 ulivi disposti a doppio filare a formare tre ampi elementi circolari tra loro tangenti, di cui uno maggiore al centro e con un’asta alta 12 metri. L’invito è quello di percorrere la serpentina tra i filari e diventare così parte di quest’opera.

😯 CURIOSITÀ: IL SIGNIFICATO DELL’OPERA

Il simbolo del terzo paradiso è una riformulazione del segno matematico dell’infinito. I due piccoli cerchi opposti rappresentano i due paradisi: il primo è quello in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura; il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, fino alle dimensioni globali raggiunte oggi con la scienza e la tecnologia. Il grande anello centrale è la congiunzione dei due, è la terza fase dell’umanità (appunto il terzo paradiso), il grembo della rinascita che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura.

😉 INFORMAZIONI UTILI 

Entrando nel bosco dal fondovalle è possibile percorrere due itinerari immersi nella natura (da provare entrambi): uno porta fino alla basilica superiore, l’altro, lungo un corso d’acqua, conduce fino al Terzo Paradiso. È un esperienza adatta a tutti, adulti e bambini ma con la giusta attrezzatura (acqua e almeno scarpe comode da ginnastica o da trekking). Il bosco riapre al pubblico il 28 Febbraio con i seguenti orari: 
dal martedì alla domenica

  • Dal 28 febbraio al 31 marzo: 10:00 – 16:00
  • Da aprile a settembre (ad agosto tutti i giorni): 10:00 – 19:00
  • Da ottobre al 6 gennaio: 10:00 – 16:00
    Ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura.

Biglietti

  • Iscritti FAI: ingresso gratuito (ad eccezione di eventi specifici in cui verrà chiesta la sola integrazione dell’evento)
  • Intero: € 5
  • Ridotto (6-18 anni): € 3
  • Bambini fino ai 5 anni: ingresso gratuito
  • Residenti ad Assisi: €3
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