Il paladino Orlando prigioniero a Spello

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Le celle delle magnifiche torri di Properzio, nello splendido borgo di Spello, hanno avuto un prigioniero illustre: il paladino Orlando (o Rolando) cantato nella Chanson de Roland nel 1100, celebre compagno di Carlo Magno.

Siamo a Spello, un splendido borgo romano e medievale, alle pendici del monte Subasio, famoso per l’infiorata del Corpus Domini che si celebra ogni anno, a Giugno. Quando si visita si fa subito caso al suo bellissimo circuito murario romano. Con una lunghezza lineare di quasi 1.900 metri rappresenta uno degli esempi di cinta augustea meglio conservati in Italia. Lungo il percorso si aprono porte e vi sono conservate anche alcune torri, sporgenti dalla linea delle mura. Fra queste si distinguono per la loro imponenza le torri di Properzio, realizzate in calcare rosa locale e di epoca medievale, che un’antica tradizione ha legato al nome del poeta latino. Affiancano una porta definita come porta Venere, costruita in periodo romano e così chiamata per la vicinanza con un tempio dedicato all’antica Dea della bellezza.

 😎  UN PO’ DI STORIA

Secondo tradizione una di queste torri ospitava una prigione dove venne rinchiuso il prode Orlando (o Rolando), eroe bretone nato nel 736 d C. e di cui le imprese furono narrate nelIa Chanson de Roland (la canzone di Rolando), una delle opere più significative della letteratura medievale epico-cavalleresca francese e europea. I motivi per i quali Orlando dovesse trovarsi in questi luoghi sono ignoti, ma pare furono gli stessi Spellani a rinchiuderlo, prima che questi fosse da loro riconosciuto e lo prendessero come protettore, seguendolo nella sanguinosa battaglia di Roncisvalle, dove trovarono la morte.

😯 CURIOSITA’

Lo scontro a Roncisvalle avvenne nell’Agosto del 778 d.C. e vide i franchi guidati da Carlo Magno (tra cui Orlando) combattere contro i ribelli Baschi dei Pirenei. Sembra che il 42enne Orlando, non morì per le ferite inferte dai nemici durante la battaglia, ma perché, nel tentativo di richiamare lo stesso re Carlo durante un’imboscata nelle retrovie, resosi conto della disfatta, suonò un olifante: questo strumento era una specie di corno ricavato dalle zanne di un elefante. Orlando ci mise così tanto sforzo che ne morì. Il messaggio era arrivato a Carlo, ma ormai era troppo tardi.  Ecco il testo (tradotto in italiano) dalla Chanson de Roland:

Con gran pesanza e affanno e con gran duolo
soffia ne l’olifante Orlando. Il sangue
spiccia da la sua bocca e pulsan forte
a le tempia le vene; il suono vola
lontano, acuto, altissimo. Il re Carlo
l’ode a le fonde gole, e Namo e i Franchi.

La canzone d’Orlando, traduzione di Giuseppe Lando Passerini, Città di Castello, Soc. Tip. Editrice Cooperativa, 1909, vv. 1753-58

😉 PER VISITARE LE TORRI

Orari di apertura:
dal 1 aprile al 30 settembre
venerdì, sabato, domenica e festivi 11.00 – 13.00 / 15.00 – 17.00
Negli altri mesi aperto su prenotazione

Biglietto singolo € 3,00
Biglietto cumulativo con la Villa dei Mosaici di Spello: € 6,00

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